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Rotary per la sostenibilità: Cosa è la Mentalità Antartica? - intervista a Chiara Montanari, esploratrice scientifica
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Rotary per la sostenibilità: Cosa è la Mentalità Antartica? - intervista a Chiara Montanari, esploratrice scientifica

In collaborazione con Rotary per la Sostenibilità e Scuola di Robotica

Chiara Montanari, Ingegnere, è stata la prima italiana a capo di una spedizione in Antartide.

Ha un'esperienza ultra decennale nella gestione di missioni polari ed ha partecipato a 5 spedizioni internazionali, rappresentando oltre all'Italia anche la Francia e il Belgio. Ha gestito alcune delle basi di ricerca più estreme del nostro pianeta, come la Base Concordia in Antartide. Nel 2014 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro per l’impegno nell’innovazione.

Nell’intervista, condotta da Gianluca Pedemonte di Scuola di Robotica, racconta la sua esperienza in Antartide, gli imprevisti e le situazioni estreme che si è trovata a fronteggiare, cosa ha imparato da queste esperienze e in cosa consiste l’approccio metodologico filosofico Antarctic Mindset che ha sviluppato insieme al filosofo della scienza Gianluca Bocchi e che viene utilizzato all’interno di aziende fortemente orientate all’innovazione, dove è importante costituire e organizzare team molto creativi.

L’intervista si articola in tre parti:

Nella prima parte, Chiara racconta la sua esperienza in Antartide come capo missione di spedizioni scientifiche in regioni estreme. Paragona questo ruolo di capo spedizione all’essere il capitano di una nave di pirati in un mare in tempesta. La nave è la stazione scientifica italo-francese Concordia, a 4000 metri di altezza in cima alla calotta polare, con temperature che variano da -50° in estate a -80° in inverno. I pirati sono le 80 persone che popolano la stazione scientifica, metà ricercatori, metà tecnici, una comunità multidisciplinare e multiculturale, una babele di discipline scientifiche e tecniche. Il mare in tempesta è l’Antartide, che sottopone la spedizione a una valanga di imprevisti e di situazioni estreme.

Alla domanda dell’intervistatore su cosa le hanno insegnato le esperienze di capo missione in Antartide, Chiara ricorda imprevisti e situazioni estreme, come quando la base è rimasta senza carburante per 3 mesi per l’assistenza data ad una nave russa rimasta intrappolata nei ghiacci e ha dovuto gestire sia la parte tecnica che quella umana, riorganizzare tutte le attività della base scientifica, decidere e giustificare al team la priorità a determinati progetti e non ad altri. Una situazione nella quale occorre prendere decisioni che non possono soddisfare tutti. Come accade ora con il virus.

Nella terza parte, parla dell’Antarctic Mindset, un approccio metodologico filosofico che si lega al mondo della sostenibilità. Chiara spiega che questo approccio nasce dall’esperienza personale maturata in Antartide e dalla ricerca di trovare uno strumento per gestire le spedizioni di fronte all’inaspettato. Si è scontrata con l’imprevedibilità nonostante le previsioni più sofisticate. Ha cercato strumenti sempre più approfonditi sino ad approdare al filone delle scienze della complessità, in particolare nell’ambito sociologico e antropologico, e a sviluppare il metodo Antarctic Mindset insieme al filosofo della scienza  Gianluca Bocchi.

Rotary per la sostenibilità: Cosa è la Mentalità Antartica? - intervista a Chiara Montanari, esploratrice scientifica